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venerdì 17 novembre 2017

"La legge del più forte": la riedizione del libro di Luca Barbieri!


Luca Barbieri è amico di lunga data di Western Campfire. Nel corso degli anni abbiamo sempre segnalato le sue pubblicazioni western, e cioè la stupenda raccolta horror Five Fingers (in due edizioni diverse) e l'altrettanto stupendo saggio Storia dei pistoleri. Ed è proprio quest'ultimo libro che, dopo alcuni anni di irreperibilità per via dell'esaurimento delle copie, Odoya ha riedito per il circuito delle edicole. Con una nuova copertina (che potete vedere in apertura) e un nuovo titolo (mentre, come ci tiene a precisare lo stesso autore, i testi rimangono identici all'edizione precedente), La legge del più forte, la cavalcata nelle vite dei peggiori gunmen del West riprende la sua piena corsa a partire da oggi venerdì 17 novembre.

Scrive l'editore, nella nota di presentazione del libro:

Arriva in edicola, allegata ai quotidiani del Gruppo QN (La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino), la ristampa di un volume ormai esaurito da alcuni anni: “Storia dei pistoleri” di Luca Barbieri.
Il volume ha una nuova veste grafica, una revisione dei testi e un nuovo titolo, più accattivante e incisivo: “La legge del più forte”.
Una narrazione snella e vivace accompagnerà il lettore in una cavalcata insieme ad alcuni tra i peggiori farabutti che hanno insanguinato il Far West, un affresco con molti dei personaggi entrati nel nostro immaginario collettivo come moderni “cavalieri erranti” ma che di fatto furono spesso soltanto squallidi assassini: una feroce storia degli uomini e delle armi che resero celebre la Frontiera americana.
“La legge del più forte” racconta con chiarezza, in uno stile secco come un colpo di revolver, le crude vicende dei pistoleri del Far West e ne svela l’influenza sulla storia americana, attraverso precise ricostruzioni storiche e descrizioni dettagliate.
Immaginando i pistoleri come una bizzarra fratellanza unita da un comune culto per la Colt, il racconto delle loro gesta inizia con la storia di colui che è ritenuto il “principe” dei gunfighters, Wild Bill Hickok, per passare poi a Billy the Kid, Wes Hardin, Luke Short, Wyatt Earp, Wild Bill Longley, “Doc” Holliday, Pat Garrett… e molti altri.
“La legge del più forte” è anche il racconto del duello e delle armi che hanno fatto la storia della Frontiera, dove non manca una ricca sezione degli aneddoti più curiosi tra cui la ricostruzione della sparatoria più celebre della storia del West: quella dell’OK Corral.
Un volume immancabile per la libreria di un appassionato del vecchio, polveroso, selvaggio West…


Un appuntamento imperdibile, dunque, per ogni curioso del mondo delle pistole e dei pistoleri. Correte perciò subito in edicola con la prima diligenza e fate vostro uno dei migliori testi sul West, scritto da chi sa davvero ciò che scrive e da chi ci mette tutta la passione per un mondo selvaggio ma meraviglioso! Grande Luca!

venerdì 10 novembre 2017

Il ritorno del più grande classico del western: "Lonesome Dove" di Larry McMurtry (Einaudi)

Il 14 novembre 2017 sarà una data cruciale, quest'anno, per gli appassionati di narrativa western. Perchè? Perchè la sempre lodevolissima casa editrice Einaudi ripubblicherà, dopo ben 31 dalla prima pubblicazione in Italia e con una nuova traduzione di Margherita Emo, il capolavoro western Lonesome Dove di Larry McMurtry. Un enorme affresco di un'epoca e di tutta una serie di personaggi che ormai sono rimasti nella letteratura del genere, un'opera che portò McMurtry alla vittoria del Premio Pulitzer per la narrativa nel 1985.

In Italia Lonesome Dove venne pubblicato (con lo stupido titolo Un volo di colombe) per la prima volta nel 1986, da Mondadori, e uno o due anni dopo ristampato in edizione Euroclub. Da allora il romanzo si è perso nel limbo delle edizioni introvabili ed è rimasto nei desideri di tantissimi amanti non solo di western ma di letteratura in generale.

Oggi tocca a Einaudi rialzare la bandiera del western con questo capolavoro - che negli USA è un vero e proprio must -, nella speranza che la casa editrice abbia in progetto di pubblicare l'intera serie, composta da 4 romanzi.

Come sempre con Einaudi, anche l'edizione sarà adatta all'opera: pubblicata nella collana Supercoralli, sarà rilegata con sovracopertina e lunga ben 950 pagine!

Come sempre, leggiamo la sinossi estratta dalla pagina dell'editore:

Leggenda e realtà, eroi e fuorilegge, indiani e pionieri, un'odissea attraverso le Grandi Pianure e la morte come sola compagna di viaggio, la malinconia di un'epoca al tramonto e l'eccitazione di una cavalcata selvaggia. L'avventura che non finirà mai: questo è il West.

In uno sputo di paese al confine fra il Texas e il Messico, Augustus McCrae e Woodrow Call, due dei piú grandi e scapestrati ranger che il West abbia conosciuto, hanno cambiato vita: convertiti al commercio di bestiame, ammazzano il tempo come possono. Augustus beve whiskey sotto il portico e gioca a carte al Dry Bean, mentre Call lavora sodo dall'alba al tramonto e continua a dare ordini a Pea Eye, Deets e al giovane Newt. La guerra civile è finita da un pezzo e la sera, sul Rio Grande, non si incontrano né Comanche né banditi messicani, ma solo armadilli e capre spelacchiate. L'equilibrio si spezza quando, dopo una lunga assenza, torna in cerca d'aiuto un vecchio compagno d'armi, il seducente e irresponsabile Jake Spoon, che descrive agli amici i pascoli lussureggianti del Montana e cosí dà fuoco alla miccia dell'irrequietezza di Call: raduneranno una mandria di bovini, li guideranno fin lassú e saranno i primi a fondare un ranch oltre lo Yellowstone. È l'inizio di un'epica avventura attraverso le Grandi Pianure, che coinvolgerà una squadra di cowboy giovani e maturi, oltre a un folto gruppo di prostitute, cacciatori di bisonti, indiani crudeli o derelitti, trapper, sceriffi e giocatori d'azzardo: decine di piccole storie che s'intrecciano tra loro ed escono dall'ombra della grande Storia americana. Lonesome Dove è un libro leggendario, il vero grande classico della letteratura western, l'opera che raggiunge il culmine di un genere e allo stesso tempo chiude un'epoca. Non a caso c'è il cinema all'origine del romanzo: all'inizio degli anni Settanta, Peter Bogdanovich vuole girare un film in omaggio al suo maestro John Ford, con John Wayne, James Stewart e Henry Fonda nelle parti principali. McMurtry scrive il copione: nasce cosí il primo abbozzo di Lonesome Dove, sebbene con un altro titolo. Alla fine il progetto non giungerà in porto, ma quella storia continua a ronzare nella testa di McMurtry per piú di dieci anni, finché non decide di scriverci un romanzo. Lonesome Dove negli Stati Uniti è subito salutato come un capolavoro e vince il Pulitzer nel 1986. In seguito verrà adattato in una mini-serie televisiva, con Robert Duvall e Tommy Lee Jones, che ottiene un grandissimo successo e segna l'inizio del revival western al cinema, culminato con Balla coi lupi e Gli spietati. Da tempo irreperibile sul mercato italiano, Lonesome Dove torna ora in libreria in una nuova traduzione.

Corriamo dunque ad accaparrarci questo romanzo, dopo lustri di attesa pronto a rivedere la luce in Italia. Non mancate!

giovedì 19 ottobre 2017

"The Ballad of Lefty Brown": il trailer

Altra data da segnare sul calendario, almeno per gli spettatori americani: il 15 dicembre esce The Ballad of Lefty Brown, western crepuscolare scritto e diretto da James Moshe (già sceneggiatore e regista del discreto Dead Man's Burden del 2012) e interpretato, tra gli altri, da Peter Fonda, Bill Pullman e Jim Caviezel.

Filmtv.it riporta la trama di The Ballad of Lefty Brown:

Lefty Brown è un sessantatreenne leale e irritabile che ha fatto da guida a Eddie Johnson, leggenda del western. Dopo che è divenuto senatore del Montana, nonostante le obiezioni della moglie Laura, Johnson ha intenzione di lasciare a Lefty la responsabilità del suo ranch. Quando però un ladro uccide Johnson, Lefty è costretto a prendere in mano la situazione. Devastato dal senso di colpa, parte per un viaggio che lo riunirà con i vecchi amici Tom Harrah, sergente dell'esercito, e James Bierce, divenuto governatore, e che lo vedrà affrontare le brutte realtà della giustizia della frontiera.

Ed ecco il trailer appena uscito:


Ovviamente la speranza è di vederlo, prima o poi, anche nel nostro "bel" Paese.

martedì 17 ottobre 2017

"Godless", in arrivo la serie tv western firmata Netflix

Il 22 novembre uscirà in esclusiva per Netflix, in tutti i paesi in cui il servizio è disponibile, la nuovissima serie tv western Godless con Jeff Daniels (più famoso per le sue commedie, e qui al suo primo western) e Michelle Dockery.

Il sito Netflix Italia riporta la scheda con i dati in italiano, quindi ciò dovrebbe significare che Godless vedrà la luce anche sui nostri teleschermi.

Netflix ha deciso di distribuire la serie tv completa, quindi tutti i 6 episodi di cui è composta verranno trasmessi il 22 novembre 2017.

La sinossi di Godless dice:

Il famoso criminale Frank Griffin (Jeff Daniels) e la sua banda di fuorilegge vogliono vendicarsi di Roy Goode (Jack O'Connell), il giovane pupillo che ha tradito la fratellanza. Durante la sua fuga, Roy cerca rifugio dalla vedova Alice Fletcher (Michelle Dockery), un'emarginata che vive nella decadente ed isolata città mineraria di La Belle, gestita principalmente da donne. Quando arriva la voce che Griffin si sta dirigendo a La Belle, la città si unisce per difendersi contro la banda criminale nel mondo senza legge del West.

E il teaser trailer mostra:


Siamo quindi in spasmodica attesa di questa inedita serie tv, da molti definita epica, e creata nientemeno che da Steven Soderbergh.

venerdì 13 ottobre 2017

"Into the Badlands / Terre Desolate" (1991)

Terre desolate (Into the Badlands, 1991) è uno sconosciutissimo western televisivo, che da noi è come se non fosse mai esistito (il titolo italiano fa supporre che sia stato doppiato e, in qualche remota ora notturna di un giorno imprecisato, anche trasmesso in tv). In realtà si tratta di un gioiellino che mescola un solido western con una decisa e impeccabile atmosfera horror. Bruce Dern, nei panni del barbuto cacciatore di taglie T.L. Barston, è la voce narrante dei tre episodi che compongono il film (diretto da Sam Pillsbury): nel primo, Dylan McDermott è un ricercato che si innamora di una prostituta tubercolotica (la carinissima Helen Hunt) e progetta con lei la sua fuga verso il Messico. Quest’episodio ha la lentezza del film romantico e il finale con colpo di scena dal vago, vaghissimo sapore “misterico” più che horror, ed è il più debole dei tre.

Il secondo episodio è la storia di una lunga notte di due donne pioniere rimaste intrappolate in casa da una tormenta di neve. Mariel Hemingway va a far visita alla vicina Lisa Pelikan, che è da poco giunta dall’Est ed è convinta che il marito la tradisca con l’ospite. Cade quindi in una febbre delirante, credendo che i lupi assedino la piccola baracca di tronchi. La Hemingway, bellissima e bravissima nella parte di una pioniera forte e coraggiosa, dovrà difendere entrambe da questi presunti lupi… Un racconto intenso, con dialoghi e messa in scena dal sapore teatrale (due personaggi che interagiscono in un unico ambiente), totalmente slegato dalla già quasi invisibile trama del film, ma che riesce a creare un’atmosfera di follia e dubbio, mostrandoci di traverso anche come dovevano patire solitudine e miseria le povere donne dei pionieri.


L’ultimo episodio è senz’altro il più interessante, dove vediamo finalmente Bruce Dern come protagonista. Ucciso un ricercato a cui dava la caccia da giorni, Dern arriva a White Rock solo per scoprire che è una città fantasma e che i suoi quattro abitanti vogliono impedirgli di riscuotere la taglia dell’uomo ucciso, che era anche un loro amico. Quest’episodio rende il film circolare, concludendolo com’era iniziato e così rispondendo a cosa e chi realmente è il personaggio di Dern.


Insomma, Into the Badlands è un tipico western che si fregia dell’horror, anche se di questo genere visivamente c’è ben poco, perché è tutto giocato sull’atmosfera. Il regista in ogni modo ha fatto un lavoro davvero eccellente sia nel riprodurre il vecchio West – attraverso ambientazioni, facce e inquadrature davvero efficaci – sia nel creare tutta un’aria lugubre, sporca, cattiva, un po’ gotica e un po’ malsana, anche un po’ noir per via della voce di Dern fuori campo, a raccontare e commentare i fatti. C’è poi il finale, netto, che oltre a essere un colpo di scena è anche, per quel che rivela, tipicamente horror.

Provate a recuperarlo in rete, visto che, come dicevo, è introvabile in italiano e quasi altrettanto in originale (pur essendo in commercio il dvd, ma da noi non è possibile visionarlo con i lettori dvd tradizionali). La versione che ho visto io era in streaming con i sottotitoli in inglese. Ne vale la pena.